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Quando la legge Amato prevedeva le pensioni sociali anche per gli stranieri, senza particolari requisiti

Fino al 2009, anno in cui il Governo Berlusconi ha abolito la legge interessata, gli stranieri potevano usufruire - in base alla legge 388 del 2000 (introdotta dall’allora Ministro Giuliano Amato) – della pensione sociale senza che venissero richiesti particolari requisiti. In particolare l’aver risieduto in Italia per un certo periodo di anni o, nel caso di ricongiungimento famigliare degli aventi diritto alla pensione, senza che il richiedente il ricongiungimento offrisse un reddito di “garanzia” per i suoi parenti prossimi.

In base alla vecchia normativa, perciò, anche agli stranieri che avevano fatto appena ingresso in Italia potevano richiedere e percepire un’assegno di pensione “sociale”, pari a € 395,60 euro al mese, più 154,90 euro di importo aggiuntivo, per un totale esentasse di € 7.156 euro annui. Essa però non riguardava i giovani stranieri che entravano nel nostro paese per lavorare, ma i loro parenti prossimi (i genitori), i quali, tramite l’istituto del ricongiungimento famigliare, primariamente ottenevano un regolare permesso di soggiorno e secondariamente – in base alla norma di cui all’abrogata legge 388 – accedevano di diritto all’assegno sociale se ultrasessantacinquenni, poiché persone anziane prive di reddito proprio.

Nel fenomeno appena descritto, accadeva dunque che molti anziani stranieri, dopo aver ottenuto la pensione sociale, tornassero nel loro paese, in quanto la legge abrogata non poneva alcuna condizione per il suo percepimento, tanto meno avere la residenza stabile nel territorio italiano o avervi soggiornato per un dato periodo.

Il Governo Berlusconi, come ho più su anticipato, è intervenuto e ha abrogato la norma nel 2009, facendo salvi i diritti acquisiti, e cioè le pensioni ottenute prima del 1 gennaio 2010. Oggi non è più possibile, per lo straniero, ottenere la pensione sociale se non ha soggiornato in Italia per almeno dieci anni. Inoltre, cosa non di poco conto, lo straniero che chiede di essere autorizzato a farsi raggiungere dalle categorie stabilite dalla nuova normativa entrata in vigore nel 2009, deve dimostrare di avere un reddito pari almeno all’importo annuo dell’assegno sociale aumentato della sua metà per ogni persona da ricongiungere. Ciò per evitare abusi.

Fonte: L’Espresso

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